“La conoscenza soprattutto delle fonti e della materia è il fondamento di un restauro consapevole”. Con questo concetto è iniziato l’intervento dell’arch. Barbara Zilocchi rivolto ai soci della sezione UCID di Fidenza, nell’ambito dell’incontro: “L’officina di Benedetto Antelami e la Cattedrale di San Donnino”, che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 2 giugno presso la sala riunioni del vescovado di Fidenza. Ad aprire l’incontro i saluti del presidente dell’associazione Amedeo Tosi che ha ringraziato mons.
Ovidio Vezzoli e l’assistente dell’associazione don Alessandro Frati per l’opportunità di conoscenza offerta ai soci della sezione fidentina. Ha quindi portato i suoi saluti il Vicario Generale don Gianemilio Pedroni che ha letto la preghiera di San Donnino invocando la sua protezione sulla città. L’architetto Barbara Zilocchi ha raccontato dettagliatamente tutti gli interventi di restauro svoltisi negli ultimi anni con puntuali richiami ai dettagli delle attività svolte per la conservazione e la ristrutturazione avvenuti negli ultimi secoli. Sono stati anche evidenziati gli ingenti costi sostenuti, oltre al confronto della situazione strutturale dell’edificio e dei suoi preziosissimi bassorilievi nel 2014 – 2015, quando è iniziata l’attività progettuale, con quella della fine dell’ottocento. La relatrice ha chiaramente fatto notare il forte degrado subito dalla maestosa Cattedrale negli ultimi cento anni, malgrado i restauri del 1976; 1984 e 2002.
Le bellissime ed eloquenti immagini hanno chiarito come la Cattedrale sia fragile e bisognosa di costante cura. Forte il contrasto tra quanto avveniva nel 1975 ed oggi, quando allora l’attenzione dei fidentini era tale che portavano pezzi della Chiesa raccolti ai tecnici che effettuavano il restauro, mentre oggi spesso l’edificio è oggetto di atti di inciviltà quotidiana a partire dall’urina dei cani portati a spasso nella zona, oltre ai gas di scarico delle automobili spesso parcheggiate fuori gli spazi a ridosso dell’edificio. La direttrice del Museo la dott.ssa Alessandra Mordacci ha quindi accompagnato i tre gruppi alla visita del Museo ed alla scoperta dei suoi tesori, a partire dalla eccezionale e straordinaria Madonna di Benedetto Antelami, oltre alle sue recenti innovazioni multimediali poste nei matronei della cattedrale. Gli oltre trenta presenti sono stati letteralmente rapiti dalla bellezza degli straordinari oggetti presenti, dalla cura espositiva e dall’interesse suscitato dalla visita, anche grazie alla recente rivisitazione che fa del museo diocesano e dall’annessa Cattedrale di San Donnino un’eccellenza unica nel panorama storico e artistico italiano ed europeo.
Una grande responsabilità in capo a tutta la comunità sia cittadina che diocesana alla quale una mente religiosa molto erudita ed illuminata unitamente ad un artista straordinario – Benedetto Antelami – ci hanno consegnato per trasferire nel futuro, ed in particolare ai giovani, un’identità sia religiosa che artistica che ha sempre attirato e affascinato i più grandi studiosi mondiali del medioevo. Tanto che il compianto prof. Jacques Le Goff la riteneva unica al mondo nel suo genere chiamandola “la superba” e prendendo la “colomba” – uno degli oggetti più straordinari del Museo – come simbolo della grande mostra del medioevo che si svolse a Parma nel 2003. Forte il messaggio finale della dott. Zilocchi:” Borgo San Donnino ha cercato in passato una sua indipendenza che è arrivata nel 1601 con l’erezione della diocesi. Un borgo che ha voluto fortemente una Cattedrale cos’ importante e costruita come le grandi Chiese europee che dialoga con esse”.