L’UCID di Fidenza ha trascorso venerdì 7 giugno una serata straordinaria e particolarmente coinvolgente alla scoperta della nostra Cattedrale e del suo splendido Museo. Grazie alla disponibilità del Vescovo di Fidenza Mons. Ovidio Vezzoli, del Responsabile dei Beni Culturali della diocesi di Fidenza don Alessandro Frati e della direttrice del Museo diocesano la dott.ssa Alessandra Mordacci, i soci hanno avuto la bellissima possibilità di sentirsi raccontare le ricchezze della nostra Cattedrale e del suo eccezionale Museo.
La prima parte della serata si è svolta presso la sala conferenze del Vescovado di Fidenza dove il presidente dell’UCID di Fidenza Amedeo Tosi ha spiegato le regioni della visita:”
Dopo il saluto di don Alessandro Frati la dott.ssa Alessandra Mordacci si è posta la domanda sul perché sia sorta a Fidenza una Cattedrale così bella e straordinaria. “Arrivano da tutto il mondo – ha detto la storica – da soli, a piccoli gruppi, con la famiglia, in comitive numerose armati di telecamera, macchina fotografica, tablet o smartphone, dépliant o guide prodotto da case editrici e….restano a lungo con il naso all’insù, affascinati dalla bellezze maestosa delle facciata della nostra Cattedrale. Chi si accosta alla Cattedrale di Fidenza si chiede spesso come mai vi sia una Cattedrale così bella e grande in un Borgo che negli anni della sua edificazione contava solo qualche migliaio di abitanti. Il nostro Duomo è il segno della filiale devozione al Patrono il Santo martire Donnino: una devozione che è l’anima della vita di un Borgo che per molti secoli si onorò di chiamarsi “Borgo San Donnino”. Un codice dell’XI secolo dice: “Gloria burgensis Domini est corpus et ensis” – Il corpo e la spada di Donnino sono la gloria del borghigiano” Ma vi è un modo di leggere la facciata che sfugge ai più: la lettura Giubilare. Il nostro Duomo posto in un punto strategico della strada Romea o Via Francigena, è infatti un documento eccezionale per chi transitava o transita da queste parti. La sua facciata è un vero e proprio inno al pellegrinaggio; proviamo allora a leggerla così”. Con l’auslio d’immagini la dott.ssa Mordacci ha quindi descritto la facciata con le sue statue, formelli, capitelli e bassorilievi sottolineando come la statu di San Simone rappresenti un vero e proprio cartello stradale per l’epoca indicando chiaramente che da qui si va a Roma. Il folto gruppo si è poi spostato al Museo dove la visione delle ricchezze artistiche e storiche contenute hanno tolto letteralmente il fiato ai presenti fino alla visita alla sala che recentemente è stata dedicata alla Madonna dell’Antelami che rappresenta un gioiello inestimabile dell’arte romanica mondiale. La serata è stata quindi per i soci e socie dell’UCID di Fidenza un prezioso momento di riscoperta della nostra fede in un cammino straordinario nella bellezza che ha coinvolto molto positivamente tutti i presenti.

A.T.