“Non è il momento del ritiro nel privato. Dobbiamo riprendere l’orgoglio di essere cristiani che testimoniano la voglia di costruire il futuro. Per questo siamo chiamati a far sentire la nostra voce di laici, di imprenditori, di professionisti e dirigenti attraverso l’impegno concreto per costruire una società migliore”. Con queste parole Mariella Enoc Presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ha aperto la sua straordinaria e apprezzatissima testimonianza nella serata organizzata dall’UCID di Fidenza sul tema: “L’imprenditore/dirigente fra Dottrina Sociale Cristiana e complessità attuale”, che si è svolta venerdì 13 maggio presso il ristorante Atto Primo di Fidenza.
Dopo la preghiera iniziale officiata dal Consulente Spirituale don Luigi Guglielmoni il Presidente Enrico Montanari ha portato all’illustre ospite i saluti dei soci ringraziandola per la sua grande disponibilità. “Abbiamo l’onore ed il privilegio di avere qui – ha continuato Montanari – una persona che riveste un incarico di grandissima responsabilità, in un settore quello sanitario, in cui la sofferenza fisica, specie di molti bambini innocenti colpiti da gravi malattie e delle loro famiglie, ci può condurre a molte riflessioni sulle nostre vicissitudini quotidiane rispetto a quelle che vivono tante famiglie di fronte al dolore e alla sofferenza”.
“Io sono venuta con molta semplicità – ha detto Mariella Enoc – a raccontarvi le difficoltà che ogni giorno affrontiamo nei nostri ruoli di imprenditori e dirigenti cristiani. Dobbiamo innanzitutto essere consapevoli che viviamo in una parte fortunata del mondo, che siamo persone conosciute con una storia a differenza di tante altre che sono invece invisibili agli occhi del mondo. Tanto che spesso nemmeno noi ci accorgiamo di loro come talora accade anche nei confronti dei nostri collaboratori. Ricordatevi sempre che la centralità dell’uomo è un punto fisso per ogni cristiano.”
Mariella Enoc, dopo aver ricordato la parabola dei talenti che richiama alla vocazione dell’imprenditore nel creare ricchezza, ha quindi lanciato un forte richiamo ai valori dell’onestà, dell’etica e dell’impegno: “rifiutate tutto quello che non arriva da percorsi di chiarezza e trasparenza. Lavorate guardando ai giovani, alla loro crescita e salvaguardia. Su questi aspetti c’è bisogno di alzare la voce come cattolici: attorno a me sento un silenzio assordante che richiede da parte nostra una presa di coscienza e di iniziativa. Ci sono tante forze buone in Italia ma sono troppo silenziose per questo abbiamo bisogno di impegnarci a trovare dei luoghi dove esprime quello che sentiamo e abbiamo dentro. Su questi aspetti anche le nostre associazioni ed i loro rappresentanti devono essere più liberi e meno conniventi”. La Enoc si è quindi focalizzata sulla sua nuova esperienza al Bambin Gesù di Roma: “A 71 anni ho detto si con grande fatica alla chiamata da parte della Segreteria di Stato e mi sono rimessa in gioco come manager, sapendo che la mia vocazione non va in pensione perchè la nostra attività può essere molto generativa di bene, di futuro e di lavoro soprattutto per i giovani. Sto lavorando affinchè il Bambin Gesù diventi sempre di più un ospedale che si apre al mondo e attento ai bisogni di tutti. Vi faccio un esempio di cosa intendo: i giorni scorsi mi sono recato in un campo ROM sulla Casalina a Roma, a pochi chilometri da Piazza San Pietro, con i nostri medici e infermieri per assistere i bambini e lì ne abbiamo trovato quattro, senza genitori, completamente trascurati da tutti, inclusa la loro comunità. Gli ho abbracciati e accarezzati ed ho capito come il dramma della solitudine e dell’abbandono sia così vicino a noi. Vi invito ad aprire gli occhi e ad essere una classe dirigente che sappia essere tale. Un imprenditore deve creare lavoro, soprattutto verso i giovani ed avere uno stile che guarda a non schiacciare gli altri. Io sto guidando il più grande ospedale pediatrico d’Europa (oltre 600 posti letto) cercando di lavorare per costruire tre obiettivi fondamentali. Il primo è quello della capacità di “fare squadra”. E’ indispensabile che si cresca tutti e che tutti i lavoratori si sentano partecipi della nostra missione. Io per esempio nel mio modesto ufficio non ho una scrivania ma un tavolo di lavoro. E’ attorno ad esso che ci vediamo tutti i giorni e si crea quello spirito di squadra che ci consente di fare grandi cose. Il secondo obiettivo è quello della “solidarietà”. Dobbiamo avere occhi e mani che sanno aiutare non solo i poveri ma fra di noi. Essere vicini gli uni agli altri anche con azioni concrete e di mutuo aiuto. Il terzo punto della mia azione di gestione è quello della “relazione”. Il nostro è un mondo povero di relazioni . Per questo è fondamentale che ci parliamo perché solo così creiamo quell’empatia e quel rapporto che ci aiuta ad andare avanti assieme remando tutti nella stessa direzione e con maggiore soddisfazione. Mariella Enoc ha concluso rispondendo alle tante domande poste dai presenti. Il Presidente Enrico Montanari ha quindi annunciato la volontà del Consiglio Direttivo di nominarla socia onoraria della sezione di Fidenza. La Enoc commossa del gesto ha accettato con molto entusiasmo e ringraziato tutti ad iniziare da don Luigi per l’invito e per il clima e la sensibilità trovati all’interno dell’UCID di Fidenza. La cena ha concluso la serata alla quale hanno partecipato molti soci oltre al vice sindaco di Fidenza Giancarlo Castellani, all’assessore Fabio Bonatti e al capitano dei Carabinieri Giuseppe Fiore.

Amedeo Tosi