“L’Enciclica del Santo Padre si rivolge a tutti gli uomini e donne ed è l’indicazione di un vitale compito che deve essere svolto in tutti gli ambiti dove si articola la vita dell’uomo. Anche i cristiani hanno compiti e doveri che fanno parte della loro fede e l’impegno per la cura della cura della casa comune è uno di questi”.
Con queste parole mons. Mario Toso Vescovo di Faenza – Modigliana ha iniziato la sua Lectio Magistralis dal titolo: “L’Enciclica Laudato Si di Papa Francesco per un nuovo stile di vita” che si è svolta venerdì 12 febbraio presso il ristorante Romanini di Parola.
Ad organizzare la conferenza è stata la sezione diocesana dell’UCID (Unione Cattolica Imprenditori Dirigenti) di Fidenza che ha visto oltre alla partecipazione di tantissimi soci, la presenza del Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza e di tanti sacerdoti provenienti da tutta la diocesi.
Attraverso la preghiera, condotta da don Luigi Guglielmoni, con il cuore di tutti i presenti colmo di profonda tristezza e commozione è stato ricordato il socio ing. Gabriele Lusignani deceduto poche ore prima presso l’Ospedale di Fidenza.
Enrico Montanari presidente della sezione fidentina dell’UCID ha introdotto la serata con queste parole: ”questo Papa che stupisce con la sua decisa semplicità, ci propone con questa Enciclica dei temi universali, che interessano e toccano tutte le persone senza distinzione alcuna, ma forse per noi qui presenti acquistano un peso maggiore, perchè come imprenditori e dirigenti abbiamo la possibilità e la responsabilità di poter fare di più dell’ordinario per contribuire nel conservare il creato, a concorrere non allo sfruttamento egoistico ed irragionevole delle risorse che questa nostra terra ci offre e che non sono inesauribili. Per cogliere appieno il profondo messaggio contenuto nell’Enciclica del Papa, mons. Toso ci condurrà a comprenderne il senso più vero e vibrante che ringrazio ancora una volta per questo regalo che ci ha fatto questa sera ad essere qui con noi”.
“Questa enciclica – ha affermato mons. Toso – pone al centro della questione sociale la crisi ambientale, crisi complessa, che non si riduce ai problemi ecologici disgiunti da altri problemi rilevanti, concernenti più propriamente l’ecologia umana. Evidenzia sì come la questione sociale sia caratterizzata dalla salvaguardia dell’ambiente ma sottolinea anche che urge la cura della stessa umanità. Detto altrimenti, si è di fronte ad una questione ecologica globale che postula come soluzione un’ecologia integrale. Come appena detto, la crisi ecologica che oggi viviamo è relativa non solo agli aspetti strettamente ambientali, che afferiscono alla custodia del Creato e delle specie, ai cambiamenti climatici, alle risorse e alle energie rinnovabili, ma anche agli aspetti culturali, antropologici, etici, religiosi connessi, allo sviluppo dell’esistenza umana. A tale crisi occorre rispondere con la promozione di un’ecologia integrale, che si estende e concretizza non solo sul piano della protezione dell’ambiente naturale, delle specie animali e vegetali, della lotta al surriscaldamento del clima, del rifiuto dell’utilizzo indiscriminato e illimitato delle risorse naturali, ma anche sul piano della conversione ecologica, del cambiamento degli stili di vita, della cura degli ambienti urbani, dei rapporti sociali, dell’educazione. Il creato ci è stato donato e affidato e con questa Enciclica il Papa richiama tutti i cristiani alla vocazione e all’impegno per la cura della casa comune.”
Molto interessanti anche i passaggi che mons. Toso ha fatto sul progresso scientifico e su come uscire dalla crisi in cui versa la situazione della casa comune.
“Ciò che intende fare Papa Francesco – ha continuato Toso – non è tanto ribadire la pregnanza scientifica (tecnoscienza), dei molteplici risultati degli studi e dei dibattiti contemporanei che egli assume, quanto piuttosto fare delle riflessioni sulle questioni antropologiche ed etiche che essi implicano. La Chiesa non ha competenze sul piano tecnico e scientifico, però su quello di una dimensione antropologica ed etica della fenomenologia scientifica, sì. Nel contesto attuale del capitalismo finanziario globale è ancora più difficile e impegnativo essere un imprenditore cristiano. Il Papa, pertanto, ci invita a vedere cosa accade nel mondo a giudicare la situazione che si è creata e quindi ad agire ad iniziare dal fatto di guardare al lavoro come ad un diritto fondamentale della persona, coerentemente con la Dottrina Sociale della Chiesa. Cosa dobbiamo fare per risolvere la crisi? Il Santo Padre ci indica vari piani. Il primo è di carattere internazionale che chiede a tutti di pensare ad un solo mondo e non a più mondi a seconda degli interessi di parte di ognuno. Per questo è necessario ripensare profondamente agli strumenti di governo internazionale ONU in testa. Il secondo si rivolge alle politiche nazionali e locali dove un ruolo importantissimo lo riveste la società civile che deve vigilare sull’opera dei governi nazionali e locali. Il terzo luogo l’educazione dei cittadini e della loro coscienza soprattutto per valorizzare i valori e le virtù dell’uomo e dell’ambiente: il clima e l’acqua sono beni collettivi per tutelarli occorrono stili di vita e azioni virtuose”.
Un grande applauso ha salutato la relazione di mons. Mario Toso alla quale è seguita la recitazione della “Preghiera per la nostra terra” composta da Papa Francesco e riportata all’interno dell’Enciclica Laudato Si.
Amedeo Tosi