La grave situazione economica è stata spiegata molto bene con grande chiarezza e semplicità dal prof. Giovanni Verga Docente di Economia Monetaria all’Università degli Studi di Parma, nell’incontro organizzato dall’UCID (Unione Cattolica Imprenditori e Dirigenti) che si è svolto mercoledì 25 febbraio al Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza, dal titolo: “Crisi finanziaria e interventi delle banche centrali e dei governi: quale sarà il nostro futuro?”.
Ha introdotto la serata il Presidente della sezione diocesana cav. Rino Speroni ringraziando il prof. Verga per la sua disponibilità oltre alla prof.ssa Giulia Urgelletti per la collaborazione prestata nell’organizzazione dell’incontro. Ha quindi voluto sottolineare il forte momento critico che il mondo produttivo sta attraversando, auspicando da parte degli imprenditori, maggior ottimismo e fiducia nel futuro al fine di limitare il più possibile l’impatto sociale derivante dalla crisi economica attuale.
Il prof. Verga ha iniziato il suo articolato intervento illustrando come i mass media tendano spesso a fare paragoni impropri tra la crisi attuale e quella del 1929 (molto più grave in un contesto socio economico mondiale completamente diverso). Ha quindi fatto un parallelismo tra la peste illustrata dal Manzoni nei Promessi Sposi e la situazione economica che sta vivendo l’Europa; entrambe, infatti, sono arrivate dall’esterno (dai mercenari nordici allora e dagli Stati Uniti d’America oggi).
“La crisi nasce con l’abbassamento avvenuto alcuni anni fa dei tassi da parte della Banca Centrale Americana – ha continuato il relatore – questa situazione ha favorito una forte speculazione nel campo immobiliare. Si è creato così un flusso finanziario verso i privati da parte delle banche che ben presto hanno dovuto constatare l’impossibilità di rispettare i pagamenti degli interessi da parte dei beneficiari dei finanziamenti. Pensarono quindi di creare dei titoli per finanziare queste operazioni e il 7 agosto del 2007 c’è la prima dichiarazione di allarme sulla gravità della situazione che si era creata da parte della Banca Centrale Americana.
Il vero panico scoppia però il l’8 ottobre 2008 con il crollo della Borsa e il fallimento di una delle più grandi banche del mondo la Lehman Brothers Holding inc..
La Banca Centrale Americana si è accorta che aver immesso liquidità nel sistema è stato un errore.
Inoltre, malgrado gli aiuti finanziari pubblici ricevuti, le banche tengono stretti i finanziamenti statali non immettendo a loro volta sul mercato il denaro ricevuto.
La Banca Centrale Europa, invece, mentre in America era in atto la crisi si preoccupava di governare l’inflazione e quindi agiva esattamente in antitesi a quella americana alzando i tassi di interesse. Questa mossa ha favorivo l’innesco della crisi anche in Europa, anche se oggi tale decisione è stata corretta. La situazione presente oltreoceano si ripete anche qui da noi: i soldi prestati dallo stato alle banche non sono poi immessi sul mercato in quanto le banche stesse non si fidano più l’una dell’altra, con la conseguenza che è ferma nelle tesorerie della banche italiane ed europee in genere una liquidità altissima di denaro.
Oggi, a mio avviso, in Europa la crisi economica è nel complesso meno grave rispetto agli Stati Uniti ma è molto più difficile da affrontare, a causa delle regole della Comunità Europea, che per agire richiedono interventi uniformi da parte dei governi. I quali stentano fortemente a trovare soluzioni forti come invece la situazione richiederebbe.
Negli Stati Uniti invece, la crisi è molto più grave, ma la capacità di reazione del governo Americano è molto più veloce riuscendo così ad intervenire a favore della cosiddetta economa reale con maggiore rapidità.
Alla luce della situazione attuale come si prospetta il futuro? Personalmente tendo a interpretare i segnali presenti con ottimismo. Innanzitutto il Presidente della Banca Centrale Americana ha già iniziato a parlare di segnali di ripresa dell’economia e questo comporta un effetto trascinamento per tutti. In secondo luogo le principali nazioni Europee, a differenza dell’Italia, stanno investendo molti soldi su opere pubbliche, acquisto di beni, ecc., ed anche questo contribuirà a trascinare la nostra economia. In terzo luogo le nostre banche sono meno esposte finanziariamente rispetto a molte altre in giro per il mondo in quanto sono state più accorte e controllate anche se non è ancora ben chiara la quantità dei titoli tossici che possiedono nel loro patrimonio titoli.
In quarto luogo la Banca Centrale Europea sta immettendo una forte liquidità, senza remore, per sostenere il sistema finanziario.
Perché la situazione migliori occorre evitare nel modo più assoluto di trasmettere il panico. C’è la necessità vitale che i consumi continuino regolarmente e che i depositi bancari vengano mantenuti evitando di ritirare il denaro.
Mentre è indispensabile rivedere profondamente a livello mondiale il sistema dei controlli sulle banche e sul sistema finanziario in genere. La mancanza dei controlli è stata gravissima.”
Don Luigi Guglielmoni, assistente spirituale dell’UCID, ha quindi concluso l’incontro riprendendo i contenuti del messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la Quaresima 2009 (distribuito in forma integrale), auspicando una forte conversione verso l’adozione di provvedimenti che favoriscano il bene comune rispetto alla mera speculazione.
Particolarmente gradito, da parte di tutti gli intervenuti, l’omaggio della presidenza dell’UCID, a tutti i presenti, dell’ultimo libro di don Luigi Guglielmoni e Fausto Negri sull’Amore Familiare secondo San Paolo.

Amedeo Tosi