I settanta anni di fondazione dell’UCID (Unione Cattolica Imprenditori e Dirigenti) sono stati celebrati, venerdì 10 novembre, dalle sezioni di Fidenza e Parma dell’associazione con un evento dal tema: “Il Magistero Pontificio ed il mondo del lavoro”, che ha visto come relatrice la segretaria generale della CISL Annamaria Furlan. Un ospite di eccezione che ha richiamato al Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza tantissime persone che lo hanno riempito in ogni ordine di posti.
Il Presidente della sezione fidentina Enrico Montanari ha ringraziato la dott.ssa Annamaria Furlan per aver accettato l’invito in un momento così importante per la vita dell’UCID.
“Celebriamo oggi un anniversario – ha continuato Montanari – che ci rende orgogliosi certamente, ma anche consapevoli e responsabili nel testimoniare come imprenditori e dirigenti, i valori cristiani espressi nella Dottrina Sociale della Chiesa”.
Il Vescovo di Fidenza mons. Ovidio Vezzoli ha ricordato l’importanza di un incontro formativo come questo per aiutare a capire la complessità del tempo che stiamo vivendo che vede sempre più spesso i lavoratori subire scelte e decisioni in modo così repentino ed incisivo.
“L’uomo e la donna che lavorano – ha concluso mons. Vezzoli – sono una priorità per la Chiesa. La Genesi ci ricorda che attraverso il lavoro l’uomo è chiamato ad esaltare il bello ed il buono della creazione di Dio”.
La recitazione della preghiera di Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sii ha anticipato l’intervento della relatrice.
“Riportare il lavoro e le persone al centro della nostra società sono la nostra missione – ha detto la Furlan – e la Dottrina Sociale della Chiesa rappresenta il calore e l’energia che abbiamo per raggiungere questo obiettivo. Mettere al centro dell’attenzione e delle nostre opere il lavoro vuol dire mettere al centro la persona e non a caso in questo momento così difficile e di sofferenza per i lavoratori la Chiesa alza la voce e guarda al mondo del lavoro per indicare la giusta strada per correggere le storture e le ingiustizia sociali alla ricerca di un mondo migliore”.
La relatrice dopo una rapida analisi degli elementi principali degli insegnamenti dei papi Pio XII (ricerca di dialogo tra lavoratori e padroni), Giovanni XXIII (libertà all’economia e attenzione ai lavoratori e al territorio) e Giovanni Paolo II (intoccabilità della dignità dell’individuo), si è soffermata sul profetico intervento che Papa Francesco ha effettuato presso l’Ilva di Genova.
“Papa Francesco ci ricorda – ha continuato la Furlan – come oggi il lavoro sia diventato un elemento di schiavitù e sfruttamento in molte parti del mondo. Il Papa ci ha richiamati tutti alla responsabilità comprese le autorità pubbliche e le parti sociali per ritrovare il rispetto e la dignità della persona nel mondo del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo due sono le priorità. Innanzitutto è necessario che impariamo a governare il cambiamento, in particolare di fronte alla prossima rivoluzione che sta arrivando con la cosiddetta industria “4.0”. Dobbiamo poi riuscire a conciliare in modo vero e importante il lavoro con la famiglia. Per questo dobbiamo puntare a politiche che ci portino a realizzare un welfare aziendale. Papa Francesco ci invita e ci sprona per raggiungere questi obiettivi che mettano al centro del lavoro la persona e la comunità in cui vive”.
Forte e decisa la strada indicata dalla Furlan per cogliere questa meta: “Impresa, sindacato e istituzioni locali rappresentano un intreccio indispensabile pre creare quella rete che aiuta ad uscire dalla povertà. Interrogarsi come parti sociali sugli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa e sul messaggio del Papa ci porta a rimarcare come la strada maestra sia quella di aprire la partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese come già avviene in tante nazioni ad iniziare dalla Germania. Da anni chiediamo una legge in questa direzione coscienti che siamo come nazione in un ritardo terribile. Siamo convinti che portare i lavoratori a contribuire alle scelte delle imprese in cui lavorano rappresenti uno strumento fondamentale per consolidare e costruire nuovi posti di lavoro unitamente alla solidarietà tra le persone”.
Chiara e quanto attuale la considerazione finale della Furlan: “ se malgrado tutti i problemi grandissimi che abbiamo le generazioni sono ancora unite questo lo dobbiamo a due soggetti fondamentali ed insostituibili: la famiglia e le parti sociali. Avere il coraggio di aprire ad una stagione di grande protagonismo dal basso che ci faccia spalancare le finestre e non costruire muri: questo è il valore del lavoro che abbiamo davanti per ridare speranza ai nostri giovani e quindi al nostro futuro”.
Dopo l’intervento del sindaco di Fidenza Andrea Massari che ha evidenziato le innovazioni messe in campo dal comune di Fidenza sul fronte sociale; le conclusioni sono state fatte dal Presidente della sezione UCID di Parma Alberto Chiesi: “Ho capito nella mia lunga attività di imprenditore che un azienda va avanti se diventa una comunità di persone aperta che dialoga fra loro in un sistema di formazione e coinvolgimento continuo”.

Amedeo Tosi