La sezione diocesana dell’UCID di Fidenza, venerdì 16 febbraio, ha aperto il suo ciclo di attività annuale con una conferenza molto attesa sulla figura di uno dei padri fondatori della nostra nazione dal titolo: “Don Luigi Sturzo: sacerdote, uomo di cultura appassionato del bene comune”. Per tracciare ai soci la figura di don Luigi Sturzo è stato chiamato come relatore il prof. Giovanni Palladino figlio di Giuseppe economista ed esecutore testamentario del sacerdote siciliano.
Alla serata erano presenti il Vescovo di Fidenza mons. Ovidio Vezzoli, il consulente spirituale della sezione fidentina e Vicario alla Pastorale don Luigi Guglielmoni, il cancelliere vescovile don Alessandro Frati, il comandante la stazione Carabinieri di Fidenza Paolo Gerali oltre a tantissimi soci, tra i quali molti giovani. Il presidente dalla sezione fidentina Enrico Montanari ha aperto la serata con queste parole: “ il titolo con il quale abbiamo voluto presentare questo incontro, vuole cercare di dare, in maniera introduttiva, la dimensione di cosa sia stato Don Sturzo come sacerdote, come uomo di grande cultura e come portatore instancabile, appassionato appunto, del bene comune. La sua visione della società e dei meccanismi economici ed istituzionali che la regolano, poggiava su assiomi che oggi più che mai si mostrano in tutta la loro attualità: il rapporto tra politica ed economia e quindi quanto ed in che misura lo Stato può incidere in questo settore, l’etica dell’imprenditoria privata e la responsabilità dell’imprenditoria pubblica che, diversamente dal privato, non risponde praticamente mai in proprio, la dottrina sociale della Chiesa come riferimento cardine della vita economica. Prima di concludere questa mia breve presentazione, vorrei ricordare un evento che si è svolto nel 2002 qui nelle nostre terre e precisamente nello storico Santuario di Madonna Prati di Busseto, al quale partecipò proprio il Prof Palladino, che aveva come oggetto “Il prete negli scritti di Guareschi” ed in quella occasione il prof. Palladino mise in evidenza la stima reciproca che esisteva tra Guareschi, sanguigno uomo della “Bassa” i cui personaggi di Peppone e Don Camillo sono leggendari, e Don Luigi Sturzo, e quanta sintonia vi fosse tra loro, apparentemente così distanti, su molti punti, primo tra tutti la tolleranza ed il reciproco rispetto, atteggiamenti che oggi sembrano essere sempre più rari purtroppo”. Il prof Giovanni Palladino ha ricordato i grandi insegnamenti appresi dal padre che visse praticamente con don Luigi Sturzo gli ultimi quattro anni di vita definendolo “un uomo di Dio con grande slancio profetico”.
E’ seguita una breve sintesi della vita del sacerdote siciliano che fu ordinato sacerdote il 19 maggio del 1894 all’età di 23 anni. Prima di diventare il fondatore del Partito Popolare Italia nel 1919, attraverso il famoso ed inarrivabile manifesto che iniziava con l’appello “A tutti gli uomini liberi forti…” , fu pro, sindaco di Caltagirone a Catania per quasi quindici anni, rivoluzionando il modo di fare politica e amministrazione attraverso la ricerca di un rapporto libero ed un coinvolgimento reciproco tra i cittadini e la pubblica amministrazione.
“Ebbe la vocazione – ha proseguito Palladino – di portare Dio nella politica e si diede tutto all’attuazione dei principi della dottrina sociale della Chiesa. Sopraggiunta la dittatura fascista fu costretto ad un lungo esilio, sopportato eroicamente, prima a Londra, poi negli Stati Uniti, ove con i suoi scritti e le sue pubblicazioni proseguì nella lotta per la salvezza eterna dell’uomo attraverso il bene comune. Rientrò in Italia nel 1946. Per i suoi alti meriti il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi lo nominò senatore a vita nel 1952. Morì a Roma, accudito amorevolmente dalle madri canossiane, l’8 agosto del 1959”. Giovanni Palladino ha quindi ricordato che è in corso la causa di beatificazione di don Luigi Sturzo, oltre alle bellissime parole che Papa Benedetto XVI affermò nell’udienza generale del 30 settembre 2009: “l’esempio luminoso di don Sturzo e la sua testimonianza di amore, di libertà e di servizio al popolo siano di stimolo e di incoraggiamento per tutti i cristiani, e specialmente per quanti operano in campo sociale e politico, perché diffondano con la loro coerente testimonianza il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa”.
“Questa serata ci è servita per suscitare l’interesse sulla figura di don Sturzo – ha detto don Luigi Guglielmoni – maestro dello spirito che ha saputo unire il pensiero e l’azione in modo straordinario” .
Amedeo Tosi