Nella società di oggi cosa vuol dire stare “tra la gente”? Alla domanda ha risposto Meriella Enoc, classe 1944, Presidente dell’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma, durante la conferenza organizzata dall’UCID (Unione Cattolica Imprenditori Dirigenti) di Fidenza, venerdì 3 marzo presso il Ristorante Romanini di Parola di Noceto.
Dopo la preghiere dell’imprenditore e del dirigente letta dalla consigliera Annamaria Ferri, Il Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza ha calorosamente salutato Mariella Enoc ricordando come tutti i presenti siano pronti ad ascoltarla in quanto “la sua parola sarà per noi un insegnamento ed un patrimonio che terremo in grande considerazione”.
Il Presidente della sezione fidentina Enrico Montanari ha quindi introdotto l’illustre relatrice con queste parole: “come sapete la dott.ssa Mariella Enoc dirige il più grande ospedale pediatrico d’Europa, il “Bambin Gesù” di Roma, chiamata, nel febbraio 2015 a questo alto incarico, ma direi anche a questa enorme e complessa responsabilità, dal Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin e quindi per una scelta del Santo Padre. Una persona ed una donna straordinaria che da “Famiglia Cristiana” è stata definita “una lady di ferro” che si è assunta un onere pari solo alla missione che questo ospedale persegue da sempre: curare anche i bambini affetti da malattie rare”.
Dopo una panoramica sulle attività che l’Ospedale “Bambin Gesù” sta svolgendo su grande spinta di Papa Francesco in alcuni dei paesi più poveri del mondo la relatrice è entrata nel merito dell’argomento della serata.
“Stare in mezzo alla gente – ha detto la Enoc – è sempre più indispensabile in un mondo che comunica in modo artificioso, che ha paura dell’altro e del diverso e che si chiude sempre di più nel privato. Questa sera, stare in mezzo a voi che siete così in tanti, dimostra come sia bello stare insieme e riconoscere che viviamo in una comunità fatta da persone. Questa è una delle scoperte più importanti che dobbiamo fare nel nostro tempo. Ma cosa vuol dire “stare con la gente”? Non ho dubbi nel ritenere che la risposta giusta è quella di sapere riconoscere che abbiamo bisogno degli altri: incontrarli, parlargli e ascoltargli chiunque essi siano, in un atteggiamento che sia quello, come diceva il Manzoni, di “mangiare con loro non di servirli a tavola”. In base alla mia esperienza di vita quando incontro delle persone con delle difficoltà la cosa che sento di dover fare è quella di farli sentire accolti; “abbracciati”, come in un messaggio di pace e di serenità. In questo compito sono molto importanti le parole che usiamo, sapendo che uno dei mali del nostro tempo è come usiamo le parole; oggi usate più per attaccare e colpire che per amare.
Stare “in mezzo alla gente” vuol dire quindi saper portare il calore umano agli altri, attraverso una comunicazione vera e profonda, in un cammino che ci porta gli uni verso gli altri: solo così nasce il bene comune quello più profondo che fa rigenerare una società civile. In questo momento storico la nostra società soffre infatti di una grande carenza di idee che si manifesta in tutti gli ambiti della nostra vita ad iniziare da quello della politica. C’è pertanto un grandissimo bisogno di idee portate da persone con il cuore grande. L’ascolto non fa più parte della nostra cultura quotidiana: iniziamo noi che siamo qui questa sera aprendo il nostro cuore all’altro sapendo bene che le persone hanno un grande bisogno di raccontarsi. Vorrei poi sottolineare come dobbiamo tutti avere chiaro il dono straordinario del “tempo”. Oggi, che ho 73 anni, ho capito come sia fondamentale la qualità del tempo e non la quantità: chiediamoci sempre se il nostro tempo ha avuto efficacia per gli altri. Questo vuol dire alzarci rispetto alle nostre scrivanie e scendere in mezzo alla gente, perché solo così si impara a stare con gli altri. Per ricomporre la nostra società dobbiamo quindi rimetterci tutti in gioco, nel piccolo e nel grande, come siamo capaci, sporcandoci le mani senza paura. Non possiamo tirarci indietro o fare finta di nulla. Non abbiate paura, continuiamo a scalare la montagna del rinnovamento per una società più giusta, a misura d’uomo, che sappia realizzare veramente il bene comune, sapendo che dobbiamo avere chiara la meta e che per raggiungerla è necessario stare in cordata per arrivare tutti alla cima, nessuno escluso. Vi dico infine di non giudicare nessuno ma di amare gli altri: prima amiamo le persone, stiamo con loro e così gli diamo quei consigli che riteniamo giusti. Sono molto contenta di essere stata qui con voi questa sera perché mi avete permesso una rilettura meditata della mia attività avendo raggiunto la certezza che dobbiamo diventare una grande famiglia che ha un grande cuore, per portare energia dalla base, partendo proprio dalla nostra gente come ci insegna Papa Francesco invitandoci a stare tra la gente come il pastore sta in mezzo al gregge”.
Don Luigi Guglielmoni assistente spirituale della sezione fidentina ha ringraziato la Enoc per la sua straordinaria testimonianza ricordando come sia dovere di tutti i soci stare nella realtà in cui viviamo con cuore e passione.

Amedeo Tosi