“2021 quali sfide si presentano al nostro sistema imprenditoriale?”

E’ questa la domanda che l’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) di Fidenza ha posto al prof. Giulio Sapelli in una dinamica ed articolata video conferenza, ricca di spunti e confronti che si è svolta giovedì 8 ottobre. Dopo i saluti del Presidente dalla sezione fidentina Amedeo Tosi, del Presidente regionale Enrico Montanari e del Presidente della Camera di Commercio di Parma Andrea Zanlari la parola è passata al prof. Giulio Sapelli professore ordinario di Storia ed Economica presso l’Università degli studi di Milano, dove insegna anche Economia Politica, il quale ha ribadito come all’attuale crisi generata dalla pandemia da COVID 19 si sia sommata quella finanziaria del 2007 – 2008 che ancora ci coinvolge a differenza di altre nazioni.
“Quella attuale è una crisi economica molto diversa che in passato – ha detto il prof. Sapelli – in quanto colpisce sia la domanda che l’offerta. Per questo richiede una grande rapidità di risposta da parte di tutti i soggetti coinvolti. Il mondo imprenditoriale non può continuare ad attendere finanziamenti o aiuti dall’alto ma occorrerebbe una nuova chiamata all’impegno diretto come fu quella di don Sturzo con l’appello ai giovani liberi e forti”. Il prof. Giulio Sapelli ha quindi formulato la sua proposta per uscire da questa preoccupante situazione. “Un sistema economico come quello italiano vive se c’è una complementarietà tra la piccola e la grande impresa e per raggiungere questo obiettivo occorre puntare sulle filiere sfruttando al massimo le potenzialità tecnologiche di oggi. In questo momento in Italia ci sono 8 milioni di persone in età lavorativa che non studiano e non lavorano. Per questo siamo il paese europeo con il più alto numero di inattivi e questo è il segno della crisi anche culturale e morale che stiamo vivendo”. Il noto economista si è quindi rivolto direttamente agli imprenditori con un decalogo di azioni: “La cosa che dovete pretendere come classe imprenditoriale è quella di sapere la verità qualunque essa sia. Solo analizzando la situazione per quello che è le imprese possono impostare le loro strategie. In secondo luogo occorre battersi per dare all’Europa una costituzione che avrebbe l’effetto di creare un ordinamento giuridico comune con la conseguenza di mettere tutti i Paesi veramente allo stesso livello. Non possiamo poi pensare di continuare ad impostare politiche di elargizione e sussidio con i soldi che non abbiamo in cassa. Mentre vanno subito usati i circa 110 miliardi di euro che sono fermi per finanziare le opere pubbliche già cantierabili, innescando così un processo di sostegno all’economia decisamente forte e virtuoso per alcuni anni. A questo occorre associare decisi investimenti per dare servizi sia alle piccole che alle grandi imprese; unitamente ad azioni politiche e normative con l’obiettivo che gli stranieri che vengono ad investire in Italia portino capitali e non il contrario. Per ultimo ritengo che certe forme di sussidio come il reddito di cittadinanza vadano tolte e riformulate completamente. Voi imprenditori avete una grande missione che si scontra con una cultura di non accettazione dell’impresa per questo, soprattutto a voi dell’UCID, vi invito ad uscire dalla logica del pensiero comune per affermare la verità e richiedere quelle politiche, che abbiamo prima elencato, che veramente servono alla imprese ed al mondo del lavoro”.
Le conclusioni dell’incontro sono state fatte dal prof. Cesare Azzali Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali il quale ha sottolineato come sia necessario avere come nazione una visione non immediata ma a medio e lungo termine e la politica rappresentando una società divisa non ha più la capacità di avere questa visione e quindi un progetto di futuro. La via maestra per uscire da questa crisi è senza dubbio quella dell’integrazione europea, con un processo costituente, che avrà l’effetto di portare le comunità a decidere veramente di stare insieme. Un appello finale il prof. Cesare Azzali lo ha posto anche alla classe imprenditoriale chiamata a vincere le divisione per portare avanti un pensiero comune.

Amedeo Tosi