In un momento molto difficile (il popolo d’Israele è deportato a Babilonia, il tempio è distrutto, le case saccheggiate, non si intravede un futuro positivo), il profeta Isaia invita la gente a fare “discernimento”, una parola che ricorre sempre di più nelle pubblicazioni cattoliche di questo periodo e anche in diocesi, da quando il nostro Vescovo ha dedicato la sua Lettera Pastorale proprio a questo tema.
“Io sono il Signore” richiama il primo comandamento, è un ritorno al “principio”. Per sapere chi sei – dice il profeta – chiediti chi è il tuo Dio nella vita di ogni giorno, in famiglia, nell’impresa, nell’Ucid, ecc. La Bibbia parla di “idolatria”, di prostituzione del cuore e della mente, di svendita della propria identità. E’ un discorso di amore, tipico di persone che si vogliono bene: “Chi sono io per te? Che posto occupa nella gerarchia dei tuoi interessi?”.
Quando si incrina il primato di Dio, si verifica un “vuoto” che subito viene colmato da qualcosa d’altro, e per noi è peggio, perché ne restiamo facilmente schiavi. Infatti, il Signore dice: “Ti insegno per il tuo bene, ti guido per la strada su cui devi andare”. Il Signore ci parla perché ci conosce meglio di tutti e ci vuole bene più di tutti. Il Natale ripropone questa vicinanza del Signore: cosa dice a ciascuno di noi il Natale di quest’anno, alle nostre famiglie, alle aziende, alla nostra Associazione?
Quest’anno, la nostra Sezione Ucid ha compiuto 18 anni di vita, siamo diventati maggiorenni, possiamo “votare”…Abbiamo davanti questa scadenza, che segnerà un rinnovamento nella continuità. E’ importante ricordare le parole di Isaia: “se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua discendenza sarebbe numerosa come la sabbia”. La prima nostra preoccupazione deve essere la fedeltà al Signore. Non siamo un partito politico, non servono le correnti o le maggioranze, né i giochi di potere. Chiunque si candida e verrà eletto nelle varie cariche sappia che è chiamato a servire, a lavorare per amore e magari con poche soddisfazioni umane, ad essere ponte verso gli altri, a mettere tempo, mezzi, denaro per favorire il cammino di un centinaio di persone.
Alcune sfide attendono chiunque sia eletto: risvegliare i motivi che portano a far parte dell’Ucid; far sentire di più il senso di appartenenza all’Associazione (Perché ci conosciamo ancora così poco tra noi?), dare più spazio ai giovani e alle donne, non lasciare solo il Presidente e il Consiglio Direttivo. Come formare le persone alla Dottrina Sociale Cristiana, per essere persone sempre più pensanti alla luce della fede? Come aiutare, attraverso l’Ucid, a tenere unita la società nel nostro territorio, con proposte qualificate? , magari in quaresima, come fanno altre Sezioni?…Come avviare qualche momento specifico di ascolto della Parola di Dio…
Fare tutto questo per il Signore, per il bene comune dell’Associazione, della Chiesa e della società. C’è una stima verso l’Ucid, guadagnata in questi anni sul campo, grazie all’impegno di Rino prima e di Enrico poi, e dei loro collaboratori. Ci sono attese da parte della Diocesi, che ci guarda come cristiani laici maturi, chiamati a dare testimonianza nell’impresa o nella dirigenza.
Oggi è in atto un ripensamento dell’Ucid a livello nazionale, a 70 anni dalla sua costituzione, perché il rischio è di procedere con stanchezza, di non crescere, di non avere il ricambio generazionale, di non essere più attrattivi. E’ il richiamo del Vangelo a superare l’indifferenza, a non essere spettatori, a metterci cuore, passione. Sono mesi che non ci si incontra, per vari motivi. Ma non sono arrivate tante rimostranze, ben pochi hanno chiesto come mai non ci si rivede…Il Signore ci chiede di essere propositivi, collaborativi, di non vivere di rendita, di non chiuderci nei tanti impegni che già avete. Papa Francesco direbbe che Voi siete l’avanguardia della Chiesa “in uscita” nel mondo, con la bella missione di inserire i giovani e di aiutarli a confrontarsi con altre logiche senza scoraggiarsi. Senza di Voi la nostra Diocesi e il nostro territorio sarebbero molto più poveri di riflessione, di testimonianze e di iniziative. Davvero “grazie” a tutti Voi.
Il Signore, che si è fatto persona inserendosi nella storia, vi confermi nel bene che già fate portando avanti le vostre attività con scienza e coscienza, generando lavoro e producendo ricchezza condivisa. Ringraziamo il Signore per il tanto che ci ha donato in questi anni e guardiamo avanti con fiducia, certi che Lui non ci abbandonerà. Nel nuovo anno, ci attendono le elezioni, il Convegno Nazionale dell’Ucid a Bologna, l’incontro col Vescovo che presenterà la sua Lettera Pastorale e altri momenti da stabilire insieme. Il Papa ha detto che la fede e la tenerezza di Maria hanno saputo trasformare una stalla in un luogo di salvezza. Ci accompagni Maria da questa cattedrale, che conserva la statua della Madonna dell’Antelami e che ci ha sempre visti numerosi in questi anni.