
Metti un pomeriggio a Milano, per una visita guidata alla Casa di riposo per musicisti voluta dal Maestro Giuseppe Verdi; il tutto alla vigilia del 124° anniversario della sua morte.
Metti che, mentre la delegazione dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) di Fidenza ascolta nell’atrio di Casa Verdi la direttrice Bianca Maria Longoni che presenta la realtà dell’istituto, si senta suonare un violino nell’adiacente stanza da musica e che quel violino sia tra le mani del maestro Hiroshi Telokura, per 30 anni violinista nell’orchestra del Teatro alla Scala; metti che in piazzale Buonarroti niente meno che il famoso basso-baritono Claudio Giombi, oggi ultranovantenne, che cantò al Regio con Franco Corelli e che, entrato nella sala da musica, chiami tutti quanti ad ascoltare un’esecuzione straordinaria: un’aria da Il trovatore, con lo stesso Giombi in veste di accompagnatore-docente e la voce del soprano Hisae Telokura, con l’accompagnamento del marito violinista di cui sopra. Non sembrerebbe una magia?
Ebbene, lo è stata, una magia! Poco dopo l’affascinante intermezzo lirico, la delegazione borghigiana, capitanata dal presidente Amedeo Tosi, si è recata alla cripta dove riposano, uno accanto all’altra, il Maestro Verdi e Giuseppina Strepponi per deporre una corona d’alloro e rendere omaggio al «Mago» e alla «Peppina», come affettuosamente si chiamavano i due coniugi, nel buen retiro di Villa Sant’Agata.
Poi, una visita al museo di Casa Verdi, di recente riqualificato e che racchiude tanti ricordi legati anche alla terra parmense, per poi ascoltare, nel salone d’onore, il concerto del Coro dell’Opera di Parma, al cui fianco si sono uniti diversi dei 70 ospiti di Casa Verdi.
Data Pubblicazione30/01/2025TestataGazzetta di Parma