Ringrazio di cuore il Presidente Amedeo Tosi e tutti Voi Soci dell’Ucid per l’invito; saluto le Autorità presenti. Di questi primi 25 anni dell’Ucid, Vi comunico alcune riflessioni personali, sintetizzate in parole-chiave, senza alcuna pretesa di esaustività.

 

1.Ringraziamento. E’ la prima parola che mi scaturisce nel cuore pensando ai 20 anni dedicati all’Ucid, certamente per me molto fecondi, per l’avvio di nuove relazioni, l’approfondimento di vari contenuti della Dottrina sociale della Chiesa, il dono di esperienze associative in Diocesi, in Regione e a livello nazionale. Tutti abbiamo cercato di dare il meglio, ma abbiamo ricevuto molto di più. I piccoli confini della nostra Chiesa locale si sono improvvisamente allargati e tante tematiche prima poco affrontate, ci sono diventate familiari.

 

2.Ammirazione. E’ la seconda parola, rivolta ad un pugno di persone (Rino Speroni, Claudio Avanzini, Enrico Montanari e il Segretario Regionale  Gianfranco Galletti) che, obbedendo al Vescovo Maurizio Galli, hanno creato nella Diocesi di Fidenza l’Ucid, che prima non esisteva. A distanza di anni, si vedono meglio i “Giganti” delle origini. E’ stata una semina fiduciosa e coraggiosa, che ha individuato e invitato imprenditori locali, bussando umilmente a chi poteva favorire la nascita di una sezione ucidina nel nostro territorio. Siamo debitori a tanti, che ci hanno accompagnato con pazienza e speranza, quando eravamo senza risorse e senza esperienza.

 

3.Passione. E’ la terza parola, che esprime lo spirito dei “Fondatori”, veri Pionieri, generosi e lungimiranti, disposti a pagare di persona, avanzando con gradualità per strade inedite, indefessi artigiani di dialogo con tutti: imprenditori, dirigenti, istituzioni. Tale passione ha trovato nella costante, paterna e costruttiva presenza dei Vescovi un elemento determinante. Altri adulti hanno lavorato dietro le quinte, in un tempo in cui non era diffuso il digitale, ma tutto passava dal cartaceo, dalla consegna a mano o per posta o per telefono fisso. Ma questo ha consentito il contatto personale, che resta imprescindibile.

 

4 Appartenenza. Questa quarta parola mi rammenta le prime cene, con il Presidente e il Segretario e pochi imprenditori, con l’intendo di spiegare le finalità dell’Ucid e creare dei legami sinceri e collaborativi. Si è partiti “dal basso”, dando e chiedendo fiducia per un obiettivo comune: sostenere gli imprenditori e i dirigenti cristiani con una proposta di vita personale e di gruppo, nella convinzione che il singolo oggi può risultare molto più sostenuto ed efficiente se inserito in una rete di senso cristiano, di stima reciproca, di supporto vicendevole, di speranza comune, in sintonia con i valori fondativi. Il tutto per un servizio migliore all’impresa, alla società e alla Chiesa.

 

5.Reciprocità. E’ la quinta parola, di grande rilevanza. Il compianto Commendator Giancarlo Menta, sempre fedele alla Messa festiva, amava ripetere che l’Ucid “non è un’associazione di Chierichetti grandi”, ma un’associazione di laici riconosciuta dalla Chiesa, un laboratorio di incontro tra fede e vita, tra impresa e Vangelo, tra lavoro e testimonianza cristiana. E’ significativo che nell’Ucid il sacerdote, inviato dal Vescovo, non sia chiamato “Assistente” (come avviene ad esempio nell’Azione Cattolica), ma “Consulente ecclesiastico”. Tale protagonismo dei cristiani laici non significa autonomia dal cammino della Chiesa diocesana, ma una cooperazione più consapevole. L’Ucid è nel solco della Chiesa, ma anche la Chiesa vive nell’Ucid e si arricchisce della sua azione missionaria. E’ una crescita reciproca, non una semplice obbedienza riverente.

 

6.Spiritualità. La sesta parola richiama una spiritualità “adulta”, fondata sula Parola di Dio e sui Sacramenti, capace di porsi domande su giustizia ed etica, su conduzione dell’impresa e ruolo dello Stato, su problemi di coscienza e temi di attualità, su profitto e condivisione. Tanti laici ci hanno stimolato a prepararci adeguatamente, a qualificarci come cristiani nel mondo, a santificarsi nella dedizione all’impresa, alla famiglia e alla parrocchia. Con diversi di Voi ho vissuto momenti indimenticabili di confessione, di direzione spirituale, di discernimento, di preghiera. Come non ricordare il Giubileo della Misericordia, celebrato in Cattedrale col Vescovo Carlo Mazza o il Funerale di alcuni Soci! Ancora oggi, credo, si ripropongono appuntamenti di preghiera avviati allora come Sezione (la Santa Messa prima del Natale, il ricordo dei Soci defunti, l’ascolto del magistero del Vescovo). La spiritualità è un requisito essenziale per l’Ucid.

 

7.Ricerca. Questa settima parola esprime la dinamicità dell’Associazione, dedita a portare nell’impresa il lievito del Vangelo, il primato della persona, il bene comune. I nostri Fondatori hanno approfondito il magistero sociale della Chiesa, certi che l’onestà, da sola, non basta all’imprenditore cattolico: essa va abbinata al discernimento della complessità attuale, alla responsabilità, alla qualificazione permanente, al confronto con altri imprenditori e dirigenti cattolici, al servizio della collettività, alla testimonianza in famiglia e nella Parrocchia. Nei Soci ho visto gente non perfetta, ma in cammino, desiderosa di apprendere da altri. Quanti incontri allora con l’Ucid di Parma, Piacenza, Crema, Cremona, Reggio Emilia, Lecco, Milano, Roma. Quanti Presidenti Nazionali e relatori di eccezione, come Ettore Gotti Tedeschi, stretto collaboratore di Papa Benedetto XVI; Mariella Enoc, Collaboratrice di Papa Francesco; Angelo Ferro, di cui si è aperta la causa di beatificazione; Padre Giovanni Bertuzzi, Consulente dell’Ucid Regionale; don Adriano Vincenzi, iniziatore della “Settimana della Dottrina Sociale della Chiesa”, cui anche Papa Francesco inviava sempre un messaggio augurale!

 

8.Attrattività. Questa ottava parola rivela che il Bene, il Vero e il Bello si diffondono con spontaneità, per la loro forza intrinseca. Il maggior pericolo è la mediocrità, perdere la freschezza originaria, rientrare nel sistema. In pochi anni, la sezione di Fidenza ha raggiunto numeri significativi (circa 130 persone), ha mantenuto rapporti con altre Sezioni di varie Regioni italiane, è stata considerata un “modello”, tanto da esprimere in Enrico Montanari un Vice Presidente Nazionale e un Presidente Regionale, quando in Regione era consuetudine che solo dagli imprenditori di Bologna si scegliesse il Presidente. Sono eventi che hanno del prodigioso.

 

9.Coinvolgimento. Con questa nona parola si ricorda che la nostra Sezione ha scelto di collaborare con le Istituzioni locali non solo per farsi conoscere ma per offrire il proprio apporto specifico, in un dialogo costruttivo. Si pensi ai Rappresentanti della Pubblica Amministrazione, dell’Ordine Pubblico, dell’Università, di Confindustria e Confartigianato. Ma anche gli studenti dell’ultimo anno della Scuola Superiore, con appositi convegni di grande valore educativo. Si è chiesto ai Parroci di segnalare Imprenditori e Dirigenti cui chiedere di entrare a far parte dell’Associazione per un percorso spirituale sintonizzato con la professione.

 

10.Solidarietà. L’ultima parola richiama che Ucid non è un ente di beneficenza, ma in varie occasioni ha mostrato la sua generosità verso le necessità della Diocesi e di singoli casi di bisogno. Da molto tempo, attraverso l’Associazione “Mondo Nuovo” da me presieduta, la nostra Sezione consente a due bambini adottati a distanza nei Pasi poveri, di avere garantiti il cibo, il vestiario e l’accesso alla scuola. Vi sono molto grato.

Ma poi c’è la solidarietà che ogni Imprenditore e Dirigente compie nel segreto del proprio contesto vitale e che solo il Signore sa e valorizza, come insegna il Vangelo. Io stesso ne sono stato più volte testimone e beneficiario.

 

Conclusione. Dopo tanti doni ricevuti, si può e si deve guardare avanti con speranza, che è il tema dell’attuale Giubileo. Il grande patrimonio di questi 25 anni sia una base di ripartenza fiduciosa, che sarà possibile attingendo alle radici del carisma iniziale e mantenendo il sale identitario delle origini, per evitare di confondersi con altre Associazioni. Coltivate sogni tenendo vivo il magistero sociale della Chiesa in relazione alle sfide  che oggi interpellano l’Impresa. Nessun altro in Diocesi lo fa al vostro posto. La recente nomina del Cardinale Angelo Bagnasco a Consulente Ecclesiastico dell’Ucid Nazionale è certamente di buon auspicio. Buon cammino, dunque, e grazie a tutti.

Don Luigi Guglielmoni