“Nella crisi da cristiani con speranza” è questo lo sfidante tema affrontato lunedì 28 maggio dalla sezione diocesana dell’UCID di Fidenza grazie all’autorevole testimonianza del dott. Federico Ghizzoni Amministratore Delegato di Unicredit e Presidente del Supervisory Board di Unicredit Bank AG (Monaco).
Il prestigioso relatore è stato accolto con grande calore dal Presidente della sezione UCID di Fidenza Enrico Montanari e da tutti i soci che sono accorsi numerosissimi (circa 120) ad ascoltare la sua riflessione sulla situazione economica che stiamo vivendo. Tra i graditi ospiti delle serata anche il dott. Alberto Chiesi presidente dell’UCID di Parma.
Il dottor Federico Ghizzoni non è si è sottratto al difficile compito assegnatogli parlando con franchezza, chiarezza e semplicità, riuscendo nel difficile compito di illustrare la situazione attuale fornendo una luce di speranza e ottimismo per il futuro, come ogni cristiano dovrebbe fare.
L’incontro è iniziato con la preghiera molto bella preparata da don Luigi Guglielmoni : “rinnova in ciascuno di noi la volontà di fare la propria parte per il bene comune delle nostre aziende e del nostro Paese. Manda Signore nuovi “Santi Sociali”, capaci di indicare inedite strade di giustizia, di pace e di cooperazione fra i popoli”.
Dopo la lettura del curriculum di Federico Ghizzoni da parte del Vice Presidente Sergio Mazza, il Presidente Enrico Montanari ha introdotto la serata ricordando come la presenza di Ghizzoni fosse stata fortemente voluta dal Presidente ad honorem cav. Rino Speroni che è stato poi ringraziato di cuore, anche attraverso un grande applauso, per tutto quello che ha fatto per la Sezione UCID di Fidenza. Montanari ha quindi sottolineato le motivazioni dell’incontro: “la numerosa presenza di così tanti amici, imprenditori e dirigenti è la concreta testimonianza di quanto sia avvertita, in maniera forte, questa opportunità di ascoltare direttamente da una grande personalità del mondo bancario e finanziario quali possano essere le prospettive e le speranze per superare la crisi e di riavviare la nostra economia non solo italiana ma europea. Un tema profondamente vissuto da chi oggi fa impresa tra mille difficoltà e che per chi è cristiano come noi, induce ad operare sempre nell’interesse non solo del giusto profitto, ma anche del bene comune, mettendo in gioco i più forti e radicati valori che la Dottrina sociale della Chiesa ci insegna”.
Ha quindi preso la parola il dott. Ghizzoni ringraziando per l’invito e per lo stimolante argomento della serata, spiegando i motivi della forte crisi che stiamo vivendo.
“La crisi è un dato di fatto – ha continuato Ghizzoni – soprattutto di carattere regionale (europea) e nessuno ci aiuterà ad uscirne. In particolare per noi in Italia è una crisi strutturale che viene da lontano e che è causata da diversi fattori. Il primo di carattere sociale è legato all’invecchiamento della popolazione che porta a ridurre i consumi. C’è poi una componente demografica negativa che l’immigrazione sopperisce. Oggi non possiamo fare a meno degli immigrati se vogliamo la ripresa. Il secondo motivo è legato al debito pubblico che abbiamo per lungo tempo ampliato per finanziare lo stato sociale e quando nel settembre scorso i mercati ci hanno richiesto di ridurlo sono iniziati i problemi. Era chiaro che questo prima o poi sarebbe accaduto. Il Terzo aspetto è legato alla presenza di una crescente disuguaglianza sociale accompagnata ad un decrescente tenore di vita, unito ad una grande sfiducia nelle istituzioni. Il quarto motivo è legato alla perdita del sogno europeo a cui noi siamo legati in modo indissolubile. E’ impensabile a cosa andremmo incontro se dovesse cadere l’Euro. Solo parlare di uscire dalla moneta unica per tornare alla lira è senza senso. La situazione attuale ci dice con forza che il modello di crescita legato al PIL (prodotto interno lordo), non è più percorribile, in quanto occorrono nuovi modelli legati ad altri fattori soprattutto quelli vincolati ad una crescita della produzione a maggior ragione quella di qualità.”
Il dott. Federico Ghizzoni ha quindi tracciato la strada per tornare a creare sviluppo in Italia.
“ E’ necessario – ha detto il relatore – tornare ad associare sviluppo economico ed etica: un binomio che ci riporta alla realtà. Cosa dobbiamo fare? La tendenza oggi è quella di scaricare sugli altri le responsabilità, ma se dobbiamo passare dalla crisi alla speranza dobbiamo dare tutti il nostro contributo. Occorre poi trovare canali alternativi per finanziare le imprese interpretando come banche un ruolo diverso mettendole direttamente a contato con il mercato. Dobbiamo poi renderci conto della necessità di aumentare le dimensioni delle aziende, la logica del “piccolo è bello” non è più sostenibile. Noi come Unicredit abbiamo in primo luogo riscritto la mission aziendale mettendo al centro i nostri clienti, i dipendenti e le comunità in cui operiamo. Abbiamo poi definito il nostro modello di business verso una banca di tipo commerciale, cercando quindi un profitto sostenibile che si basa sull’economia reale. Abbiamo poi rafforzato il collegamento tra la banca e il territorio. Oggi le banche hanno un problema di immagine e di riconoscimento del ruolo nella società. L’unica strada che abbiamo è quello di rimettersi in gioco sull’economia reale: impresa e famiglia con un occhio di riguardo ai progetti innovativi che sono oggi fondamentali per uscire dalla crisi. C’è un bisogno di sociale che si avverte tutti i giorni tra i clienti. In definitiva possiamo dire che la crisi attuale può trasformarsi in opportunità di cambiamento. In questa direzione bisogna agire tutti e ognuno deve prendersi qualcosa sulle spalle rimodellando il nostro agire su valori etici che sono alla base di un nuovo modello di sviluppo”.
Tanti applausi hanno salutato l’intervento del dott. Ghizzoni che poi ha risposto con grande disponibilità alle domande dei presenti concludendo una serata di grande spessore e interesse.

Amedeo Tosi