
Quale futuro per l’Europa in questo momento tragico? Quale ruolo per la Chiesa cattolica?
A queste fondamentali domande per il nostro futuro ha risposto lunedì 28 febbraio, presso la sala conferenze dell’Hotel The Cube di Fidenza, Sua Ecc. Mons. Gintaras Grusas Arcivescovo metropolita di Vilnius (Lituania) e dal settembre scorso Presidente del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d’Europa, in un profondo, aperto ed appassionante incontro organizzato dall’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) di Fidenza.
Con le drammatiche notizie in arrivo dall’Ucraina l’Arcivescovo di Vilnius ha portato la sua testimonianza ed il suo pensiero in circa due ore di confronto appassionato, aperto e profetico.
Dopo i saluti del Presidente della sezione UCID di Fidenza Amedeo Tosi, del Presidente Regionale Enrico Montanari e del Vice Sindaco di Fidenza Davide Malvisi ha preso la parola mons. Grusas spiegando chiaramente la missione affidata da Papa Francesco ai vescovi europei: “lavorare per evangelizzare l’Europa. Coscienti che abbiamo perso le radici cristiane e che abbiamo di fronte come cittadini europei e come cristiani immense sfide. Per questo ci ritroveremo come vescovi europei a Bratislava ad inizio giugno per definire una strategia della Chiesa di fronte a tre mandati chiari: riprendere il messaggio dell’Enciclica Laudato SII con tutti gli aspetti sociali ed ecologici correlati; trovare le strade per supportare rinforzare la famiglia ed alla sua missione generatrice (drammatica la situazione legata alla denatalità); discutere quali atteggiamenti avere di fronte alle nuove tecnologie ed alle sfide che ci presentano a partire dall’intelligenza artificiale”.
Il relatore ha quindi aperto una riflessione sul dibattito in atto in Lituania sulle leggi in corso di discussione sulla parità di genere e sui nuovi diritto alle coppie gay. “Io dico chiaramente – ha continuato mons. Grusas – che la Chiesa andrà avanti per testimoniare la sua verità di fede, amore e misericordia anche di fronte a cambiamenti normativi radicali. Siamo coscienti che il danno vero è verso la società e verso la famiglia”.
L’intervento di mons. Gintaras Grusas si è quindi soffermato sulla situazione in atto in Ucraina. “Oggi siamo tutti fortemente colpiti dall’invasione Russa e da quello che sta succedendo. E’ molto importante che tutte le nazioni ricordino cos’era l’Unione Sovietica sotto Stalin e Krusciov. La risposta data dalla comunità internazionale è stata ferma ed incisiva. In Lituania la popolazione si è mobilitata a favore della popolazione ucraina ed in due giorni abbiamo raccolto beni ed aiuti che hanno riempito cinquanta camion”.
La testimonianza di mons. Grusas è continuata ricordando come spesso i profughi ed i migranti siano stati usati per fini politici e questo è iniziato gli anni scorsi con le popolazioni provenienti dalla Bielorussia e dall’Afganistan ai quali oggi si aggiungono i cittadini ucraini. “Io spero e prego fortemente – ha detto mons. Grusas – affinchè possa tornare la pace. Spero che Putin si fermi ed arresti il suo disegno di ricreare l’Unione Sovietica. Ma la verità è che nessuna sa cosa può succedere nelle prossime settimane. E’ certo che ogni volta che scoppia una guerra è la sconfitta della diplomazia. In tanti mi hanno chiesto perché questo odio tra Ucrania e Russia? L’informazione che ci arriva è spesso manipolata, controllate filtrata. Ho testimonianze come ci siano soldati regolari che si stanno rifiutando di combattere in nome della pace così come cresce in Russia il dissenso della popolazione verso questa assurda guerra. Così come sappiamo che vi sono anche soldati provenienti da altre nazioni che vengono usati in questa situazione drammatica propria perché completamente slegati da ogni legame storico ed etnico”.
Forte il richiamo verso l’Unione Europea e sul fatto che tutte le nazioni del vecchio continente restino unite e sul dialogo religioso. “Il dialogo tra il Patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli è in questo momento più difficile. Ci sono però segni di grande speranza. In Lituania il Patriarcato di Mosca ha pubblicato una preghiera a favore della pace e dei soldati ucraini e questo è molto significativo”.
“Laudato SII e Fratelli Tutti sono due encicliche profetiche che parlano all’umanità – ha continuato mons. Grusas – che ci invitano a guardare in ogni uomo e donna un nostro fratello ed una nostra sorella. Abbiamo il dovere tutti, ad iniziare da noi cristiani, di lottare e sacrificarci per la pace e la ricerca del bene comune. Non possiamo sottrarci a questo mandato. Viviamo tutti sulla stessa barca e quello che sta succedendo ci riguarda tutti ”.
Mons. Gintaras Grusas ha quindi concluso la sua testimonianza con un forte richiamo sui social network e sulle derive che nascono da un loro uso distorto e rivolto alla manipolazione delle coscienze. “Ci sono false notizie costruite ad arte per aizzare gruppi di persone e trasmettere germi d’odio. Per creare gruppi di persone radicalizzate e quindi maggiormente manipolabili. Solo la verità della fede e del Vangelo sono la nostra salvezza. Null’altro. In tutto questo il processo sinodale in atto è un grande esercizio voluto da Papa Francesco per imparare ad ascoltare gli altri e lo Spirito Santo che parla ad ognuno di noi, al nostro cuore e così al cuore di tutti gli altri nostri fratelli e sorelle. Siamo chiamati a sentire la voce di Dio ed a farci quindi portatori a nostra volta verso la società”.
Il consulente spirituale della sezione UCID di Fidenza don Alessandro Frati ha concluso la serata ringraziando il relatore e richiamando tutti a pregare per la pace prima della preghiera finale e della benedizione da parte di sua ecc. mons. Gintaras Grusas.
Amedeo Tosi
Data Evento28/02/2022RelatoreSua Ecc. Mons. Gintaras Grusas Arcivescovo metropolita di Vilnius (Lituiania), Presidente del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d’EuropaLuogopresso la sala conferenze dell’Hotel The Cube di Fidenza