“Gli imprenditori cattolici devono avere una particolare attenzione al ministero della Dottrina Sociale che dovete applicare e vivere all’interno delle vostre imprese”.
Con queste parole mons. Carlo Mazza ha concluso la sua applaudita e lucida relazione di fronte agli imprenditori e ai dirigenti della sezione diocesana dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) che sono accorsi in gran numero martedì 30 giugno presso un noto locale di Parola di Noceto, per ascoltare l’insegnamento del Vescovo sul tema “Dottrina Sociale della Chiesa Oggi”.
Il Presidente dell’UCID cav. Rino Speroni ha introdotto la serata sottolineando il difficile momento in cui si trova l’economia sia Italia che internazionale di fronte alla più grande crisi economica degli ultimi decenni.
“La politica determina l’economia – ha continuato Speroni – e pur fra mille difficoltà occorre da parte nostra avere fiducia e fede nelle nostre capacità di imprenditori cattolici sulla possibilità di continuare a creare lavoro e prospettiva sia alle nostre imprese che alla comunità fidentina”.
Ha preso quindi la parola mons. Carlo Mazza tracciando un sintetico riepilogo dei principali insegnamenti della Chiesa sulla vita sociale.
“La Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica – ha continuato il Vescovo – è un pensiero che si è evoluto a seconda del tempo e dei momenti storici e si fonda su alcuni caposaldi che sono: la persona; il bene comune; la solidarietà e la sussidiarietà. Questi quattro pilastri si applicano a condizioni molto concrete della nostra vita sociale, non sottraendosi ad ambiti quali il mondo del lavoro, e dell’impresa nel contesto del mercato. Sottolineo come la valutazione cristiana del mercato viene affrontata con grande coraggio da Giovanni Paolo II suscitando grande interesse ed alcune perplessità.
Un altro importante tema sviluppato sia da Leone XI che, sempre da Giovanni Paolo II, è collegato alla proprietà privata. E’ importante sottolineare come l’applicazione della giustizia sociale della Chiesa abbia accompagnato e preceduto la nostra società e la sua evoluzione nella storia.
Oggi stiamo vivendo una nuova rivoluzione collegata alle nuove tecnologie informatiche e comunicative. In questo contesto le riflessioni della Chiesa diventano sempre più difficili.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto tesoro delle valutazioni e delle riflessioni su temi come la globalizzazione e la crisi finanziaria, con tutte le difficoltà collegate a dover giudicare temi così complessi, e nella sua nuova Enciclica, che tutti aspettiamo con grande attesa, il Papa ha riletto l’attuale situazione di crisi con l’occhio del cristiano. In questo contesto è fondamentale che tutti noi credenti mettiamo in campo un supplemento di valore nell’applicazione dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo dell’impresa e del lavoro oggi. Quando verrà resa nota la nuova Enciclica, già firmata, tutti potremmo valutare il giudizio del Santo Padre sulla finanza e sulla necessità da parte della politica di fissarne le regole, tenendo presente che gli imprenditori cattolici devono avere una particolare attenzione al ministero della Dottrina Sociale che dovete applicare e vivere all’interno delle vostre imprese.
Mons. Carlo Mazza ha quindi concluso la sua riflessione offrendo la sua disponibilità di rimandare ad un successivo incontro una più organica riflessione sia sulla nuova Enciclica di Benedetto XVI che sull’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, ricordando la corresponsabilità di tutti i credenti nel sostenere la Chiesa di Fidenza.
Don Luigi Guglielmoni, assistente spirituale della sezione diocesana, ha ricordato l’indizione da parte del Santo Padre dell’anno sacerdotale in occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla morte di San Giovanni Maria Vianney di cui è stata recitata letta da parte di tutti i presenti la preghiera appositamente composta per ricordate il Santo protettore dei sacerdoti.
Il cav. Rino Speroni ha infine ringraziato il Vescovo per la sua disponibilità, sottolineando il grande attaccamento da parte di tutta la città nei confronti della sua Chiesa e della sua Cattedrale ed invitando il Vescovo a continuare il suo insegnamento in un successivo specifico incontro.

Amedeo Tosi