
«Solo la serenità del cuore permette di vivere in pace»
La lectio magistralis del cardinale Bagnasco, invitato dall’Ucid
«La pace è la serenità del cuore dell’uomo: solo la serenità del cuore permette di vivere in pace». Così monsignor Angelo Bagnasco, cardinale e già presidente della Cei e arcivescovo emerito di Genova, nella sua lectio magistralis in Cattedrale a Fidenza, su invito dell’Ucid borghigiana.
«Costruttori di pace: il ruolo degli imprenditori e dei professionisti Ucid per il rispetto della vita e della dignità dell’uomo», questo il titolo che il presidente di Ucid Fidenza Amedeo Tosi e il vicepresidente nazionale Enrico Montanari hanno voluto dare alla lectio del cardinale Bagnasco, assistente spirituale nazionale di Ucid.
Dopo l’introduzione musicale del violinista Daniele Ruzza e i saluti di Tosi, Montanari e del sindaco Malvisi, il cardinale ha introdotto la sua lectio ispirandosi proprio al titolo voluto dai fidentini: «Nel titolo della serata di oggi – ha detto Bagnasco – ci sono quattro parole: pace, vita, dignità e Ucid. Di queste la prima è quella di cui più si parla di questi tempi, anche perché nell’umanità c’è chi non vuole la pace? Solo chi guadagna dalla guerra. Ma questa non è l’umanità! La serenità del cuore scaturisce, lo dice San Tommaso, dall’armonia: un’armonia simile a quella della musica ma più profonda, che nasce dalla conoscenza delle cose come sono e non come vorremmo che fossero. Riconoscere la realtà, compresi il male che però non è la verità che si conquista ricercando l’affinità fra le creature umane, che sono il vertice, la sintesi stessa della Creazione. Dio – ha sottolineato il cardinale – si rivolge compiaciuto a tutto ciò che crea, vedendo che “è cosa buona”, ma solo dopo la creazione dell’Uomo la considerazione di Dio è “Vide che era cosa molto buona” e noi, così, se non sappiamo chi siamo, come possiamo vivere in pace? L’essere umano è un atto d’amore di Dio, dell’infinito amore di Dio. Noi veniamo dal cuore della Trinità: siamo il segno, il sigillo, la somiglianza con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Come disse San Giovanni Paolo II “L’uomo è creato per amare ed essere amato, fuori da questo non esiste”.»
Quindi la riflessione si è spostata sulla realtà dell’Ucid. «Che mi è tanto cara» ha detto ancora il cardinale, così, all’interno dei consorzi umani, come l’Unione cristiana imprenditori e dirigenti: «Vale la precisazione di Papa Leone XIV: “Il bene comune nasce dalla consapevolezza del legame fra gli esseri umani, nella famiglia come nelle aziende. Nessuno vive da solo e nessuno si salva da solo. Per questo – ha concluso Bagnasco – questa sera, in questa splendida Cattedrale, voglio augurarvi la pace. La pace del Cristo risorto”.»
Il vescovo di Fidenza monsignor Ovidio Vezzoli, a margine della lectio, ha riflettuto su «Alcune suggestioni nella lectio di sua eminenza, la preghiera insistente per la pace del Salmo 122, chiesta a Dio come dono più caro per l’umanità, richiesta – ha detto il presule – cui nel Nuovo Testamento risponde Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo”; quindi la compassione, che lo stesso Gesù prova per le folle stremate e che sembrano un gregge senza pastore. Infine un passo dell’enciclica Magnificat humanitas di papa Leone XIV, nel sottolineare che Dio ha fatto all’uomo il dono più grande: suo figlio che ha recuperato la bellezza, lo splendore dell’umanità fatta a immagine e somiglianza del Creatore».
Egidio Bandini
Data Pubblicazione17/06/2026TestataGazzetta di ParmaArticolo scritto daEgidio Bandini