“Questa sera noi uomini abbiamo ricevuto una grande lezione su cosa vuol dire essere oggi donne, imprenditrici, mogli e madri”. Con queste parole il presidente della sezione UCID di Fidenza Amedeo Tosi ha concluso il bellissimo incontro dal titolo: “Donne con responsabilità nell’impresa – un valore aggiunto”, che si è svolto venerdì 8 marzo, in occasione della festa della donna, presso lo splendido scenario delle Terme Liberty Lorenzo Berzieri di Salsomaggiore Terme.
A portare la loro testimonianza tre ospiti di grande rilievo: Lucia Gazzotti Presidente del Centergross di Bologna; Cristina Rubini Cofondatrice della Pinko S.p.A. e Cristina Maldifassi avvocato e titolare della ILPRA S.p.A. Di Mortara (PV), oltre che presidente UCID della Lombardia.
Ad accompagnare e stimolare il dibattito ci ha pensato con molta bravura e sensibilità Natascia Ronchetti scrittrice e giornalista del “sole 24 ore”.
L’incontro è iniziato con i saluti di Annamaria Ferri, imprenditrice e vice presidente UCID Fidenza, che ha spiegato le motivazioni dell’incontro: “ in occasione della festa della donna abbiamo voluto approfondire il ruolo svolto dalle donne nell’attività imprenditoriale e professionale consapevoli che rappresentano un importante valore aggiunto per la nostra società, senza dimenticare il fondamentale ruolo che la donna svolge all’interno della famiglia”.
Il Sindaco di Salsomaggiore Terme Filippo Frittelli ha ringraziato l’associazione per aver organizzato l’incontro nella città termale ricordando il grande impegno che viene richiesta alle donne di oggi come madri e lavoratrici. Il Vice Presidente della sezione UCID di Parma Federico Lombatti ha ricordato come stia crescendo la presenza delle donne nelle imprese e nei ruoli di responsabilità anche se ancora molta strada va fatta. Enrico Montanari vice presidente regionale e nazionale UCID ha invece sottolineato lo stile e la sensibilità delle donne indispensabile in ogni impresa.
Dopo la lettura molto raccolta ed attenta del capitolo 31 del Libro dei Proverbi, la mondatrice ha aperto il confronto, chiedendo alle relatrici come sia nata la loro vocazione imprenditoriale, come riescono a conciliare lavoro e famiglia e se il loro essere donne ha rappresentato o meno un ostacolo nella loro carriera.
“Sono diventata imprenditrice senza pensarlo – ha detto Cristina Rubini – un cammino iniziato con il mio fidanzato di allora e ora marito.
Non mi sento una imprenditrice “classica”, ma il componente di una grande famiglia perché la nostra visione della nostra impresa è questa. Per questo abbiamo creato un luogo il più bello e accogliente possibile per i nostri dipendenti. Una struttura che guarda al futuro alla ricerca della miglior qualità della vita lavorativa.
Abbiamo voluto un’asilo aziendale in modo che le nostre dipendenti possano stare il più possibile con i figli. Inoltre è possibile per i nostri dipendenti portare gli animali a lavorare con loro. Stare tutti i giorni spalla a spalla con con mio marito e le mie figlie rappresenta una grande ricchezza anche se riconosco nelle donne una sensibilità superiore che è una marcia in più rispetto agli uomini.
Riuscire a conciliare lavoro e famiglia è un processo che raggiungi per gradi con il tempo. Le donne hanno il grande pregio di riuscire a pensare e fare 2 – 3 cose assieme. Gli uomini fanno più fatica. Ho sempre incoraggiato l’assunzione di donne perché hanno una voglia di fare ed un entusiasmo contagioso. Siamo poi molto felici quando le nostre dipendenti hanno dei figli che diventano figli un po’ di tutti noi”.
“Una donna al vertice di una impresa o di una organizzazione non è facile vederla – ha detto Lucia Gazzotti – per questo il mio ruolo di presidente è visto con maggiore simpatia. Nel 2004, presso il Centergross a Bologna avevamo un asilo che da due anni era in grossa difficoltà economica. Volevano chiuderlo. Come donna e madre non potevo accettare di chiudere l’asilo che era così importante per molte donne. Mi sono candidata a prenderne la gestione.
Dopo due anni la situazione era capovolta. L’asilo andava e va tuttora benissimo. Abbiamo scelto il metodo “Montessori” che ancora oggi conferma la sua validità educativa. I soci del Centergross mi hanno quindi chiesto di assumere la presidenza del centro dove la nostra azienda di famiglia è stata una delle imprese fondatrici. All’età di 23 anni io e 25 mia sorella ci siamo trovate a dover sostituire mio padre nella gestione dell’azienda che era venuto a mancare improvvisamente. Avevamo un mutuo importante sulle spalle e nessuna esperienza imprenditoriale. Abbiamo chiesto un parere ad un nostro amico di famiglia che ci ha suggerito di cedere l’attività.
Non lo ascoltammo e la nostra azienda è ancora qui.
Nella mia esperienza ho notato come le donne nutrano un senso di inferiorità maggiore rispetto agli uomini. Spesso non si sentono all’altezza.
In realtà sono bravissime. Oggi constato che i giovani uomini hanno un senso di maggior considerazione e apprezzamento rispetto al ruolo della donna.
Il nostro asilo è stato poi frequentato anche da mia nipote. E’ stato bellissimo vederla crescere li.
Sono convinta che formare fin da piccoli i bambini sia una semina fondamentale per il futuro”.
“L’essere imprenditrice non è stata per me una scelta – ha detto Cristina Maldifassi – ma un passaggio quasi naturale all’interno della nostra famiglia che si occupa di costruire macchine per il confezionamento di imballaggi in plastica. Oggi l’azienda è guidata da mio marito che ho conosciuto sui banchi di scuola alle superiori. Mi sono laureata lavorando e di questo vado molto orgogliosa.
La donna quando ha un obiettivo e lo vuole raggiungere ci arriva e questo è un nostro fondamentale talento. Nella nostra azienda svolgo un ruolo molto importante di moderatrice tra mio marito, gli altri manager ed i dipendenti. Spesso prendo il caffè con loro e così parliamo dell’azienda, delle situazioni contingenti, delle loro famiglie e dei problemi che hanno. Un modo per essere vicini, capire e poter così aiutare. Alle donne comunque mi sembra che sia perdonato tutto molto meno. Anche la nostra UCID è molto vocata al maschile ma stiamo lavorando per aprirla il più possibile anche alle donne”.
La bella serata si conclusa con il dono alle relatrici e alla moderatrice di un mazzo di fiori offerto dalle sezioni UCID di Parma e Fidenza.

A.T.